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Chi sono
Sono attualmente consigliere comunale del Comune di Fabriano e membro della rete BELC (Building Europe with Local Councillors), iniziativa della Commissione Europea che coinvolge amministratori locali impegnati a rafforzare il legame tra cittadini e istituzioni europee.
La mia candidatura alle elezioni regionali Marche 2025 nasce da un impegno concreto maturato sul campo, con una visione chiara: costruire una Regione più giusta, moderna e vicina alle persone.
Accanto al mio impegno istituzionale, ho sviluppato un percorso professionale nel mondo dell’innovazione e dell’economia digitale. Sono Co-fondatore del marketplace di moda Savait.com e Membro del Board GGG Srl, ruoli che mi hanno permesso di confrontarmi con scenari internazionali e contribuire alla crescita di imprese italiane attraverso la trasformazione digitale.
Credo in una politica fatta di competenza, ascolto e visione. Una politica che metta al centro il lavoro, i giovani, la rigenerazione dei territori interni e una nuova idea di sviluppo sostenibile e accessibile per tutti.
La mia visione per le Marche
Vivere e fare impresa nelle aree interne delle Marche significa affrontare ogni giorno ostacoli che altrove semplicemente non esistono. Chi, come me, è cresciuto nell'entroterra marchigiano, conosce bene il valore di questa terra e le sue potenzialità. Ma sa anche quanto siano profonde le disuguaglianze e quanto siano trascurati i bisogni di chi la abita.
Credo in una Regione che non lasci indietro nessuno.
Una Regione che smetta di investire a senso unico e torni ad ascoltare chi vive quotidianamente il disagio dell’isolamento, dell’assenza di servizi, della fatica di fare impresa, dell’incertezza sanitaria e sociale.
1. Superare l’isolamento
Le Marche sono ancora oggi una regione isolata.
Autostrade distanti, ferrovie inefficienti, scarsa copertura digitale: l’assenza di una strategia infrastrutturale unitaria penalizza le persone, le imprese, le opportunità. Serve una visione sistemica che integri trasporti, banda larga, ZES interne, mobilità locale e investimenti in tecnologie come il 5G.
Senza infrastrutture non c’è sviluppo.
2. Finanziare davvero chi vuole restare
Fare impresa, soprattutto da giovani, richiede oggi coraggio e supporti concreti.
Proporrò l’istituzione di un fondo regionale di microcredito per le imprese under 40, semplificazioni nell’accesso ai fondi pubblici e l’attivazione di sportelli digitali assistiti, anche nei Comuni più piccoli.
Non basta parlare di “fare rete”: bisogna mettere le persone nelle condizioni di farlo.
3. Costruire una strategia territoriale condivisa
Troppo spesso la politica regionale si è limitata a interventi frammentati, senza visione.
Occorre avviare Piani di sviluppo territoriale integrato, coinvolgendo Comuni, Regione, imprese, terzo settore. Credo nella nascita di Distretti rurali innovativi, capaci di valorizzare artigianato, agroalimentare, turismo lento e nuove tecnologie.
L'entroterra non è un problema da gestire, è una risorsa da liberare.
4. Ripensare il welfare e la sanità
Le Marche affrontano oggi una crisi sanitaria e sociale senza precedenti.
Liste d’attesa infinite, Pronto Soccorso sotto pressione, servizi socio-sanitari disomogenei. Servono unità di crisi, ambulatori di prossimità aperti nei weekend, supporto concreto agli anziani e alle famiglie con disabili, e il superamento della frammentazione tra ambiti sociali e distretti sanitari.
Il welfare non può essere un privilegio per pochi, deve tornare ad essere un diritto universale.
5. Rigenerare le aree interne
Non possiamo limitarci a ricostruire quello che è crollato.
Dobbiamo rifondare il progetto di vita nei borghi, puntando su qualità dell’abitare, servizi essenziali, cultura e lavoro. Non per nostalgie bucoliche, ma perché oggi i borghi, se ben governati, possono offrire opportunità migliori delle città.
La politica deve decidere se le aree interne rappresentano un’eredità da conservare o un’opportunità da costruire. Io, questa scelta, l’ho già fatta.
Mi candido perché voglio portare in Regione la voce di chi troppo a lungo è stato dimenticato.
Con trasparenza, concretezza e una visione a lungo termine.